Se nella dieta prescrittiva, infatti, la persona è chiamata unicamente ad applicare le indicazioni alimentari dell’esperto cui delega la propria salute, nel counselling nutrizionale la stessa è coinvolta in un percorso di apprendimento attivo di regole alimentari corrette.

Utilizzare tecniche di counselling non vuol dire modificare il rapporto che il professionista ha con il proprio paziente ma significa valorizzarlo con modalità più personalizzate, sfruttando un metodo maggiormente strutturato e raffinato nel fornire informazioni ed aiuto alla persona con comportamenti a rischio.

Il counselling nutrizionale è un approccio innovativo che applica le competenze di base del counselling per educare ad una corretta alimentazione. Tale approccio nasce per rendere più completa ed efficace la dieta prescrittiva il cui limite principale è dato dalla difficoltà di conservare nel tempo i risultati raggiunti con la dieta stessa.

Presso il XXXIII Congresso Nazionale S.I.N.U (Società Italiana di Nutrizione Umana) il counselling nutrizionale viene così definito: 

“Il counselling nutrizionale è un’attività di competenza relazionale caratterizzata essenzialmente da un’impostazione non direttiva volta all’autonomia e alla responsabilizzazione del soggetto. Presupposti fondamentali dell’intervento nutrizionale diventano da un lato il superamento dell’approccio dietetico di tipo “prescrittivo”, dall’altro l’impostazione di una relazione intimistica col paziente per il raggiungimento della quale si richiede al Dietista una buona conoscenza delle tecniche della comunicazione e dell’assertività”.

 

In definitiva, il counselling per l’educazione alimentare è in grado di affiancare il soggetto nel cambiamento di stili di vita scorretti; il suo punto di forza è la formazione del paziente piuttosto che la prescrizione della dieta, così che l’individuo divenga, come detto, protagonista del percorso. L’obiettivo del dietista non sarà semplicemente definire l’oggetto dieta, ma capire il soggetto da “mettere a dieta”: il suo stile di vita, la sua cultura personale fatta di credenze e pregiudizi, la sua provenienza, il suo credo, nonché lo sviluppo delle abitudini alimentari sin dall’infanzia e determinate dai genitori.

Non basta l’anamnesi clinica, occorre ricostruire tutta la storia del paziente. Lavorare sul trascorso della persona protagonista e diretta interessata del piano dietoterapeutico implica un costante e continuo sforzo per coinvolgerla in tutte le decisioni che la riguardano, dal momento che l’efficacia del trattamento dipende totalmente dalla consapevolezza con cui esse sono state prese.

Come ogni altra forma di counselling, quello nutrizionale può essere rivolto al singolo cliente o ad un gruppo.

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